Come scegliere il Big Bag giusto: partire dal materiale, non dal saccone

Scegliere un Big Bag non significa partire dalle dimensioni del contenitore e chiedersi cosa inserirvi. Il percorso corretto è l’opposto: prima si analizza il materiale da movimentare, poi si configura il saccone.

Densità, granulometria, scorrevolezza, presenza di polveri, sensibilità all’umidità e modalità di carico e scarico influenzano infatti dimensioni, tessuto, liner, cuciture e aperture del Big Bag.

La stessa FIBCA – Flexible Intermediate Bulk Container Association, nella propria guida alla progettazione degli FIBC, indica la bulk density (densità apparente) del prodotto tra le informazioni fondamentali da conoscere prima di definire il contenitore.

1. Densità: lo stesso peso può occupare volumi molto diversi

La densità apparente mette in relazione peso e volume del materiale. È quindi uno dei primi dati da considerare.

Un prodotto molto denso può raggiungere rapidamente la portata prevista occupando una parte relativamente contenuta del saccone; un materiale leggero può invece richiedere un volume decisamente maggiore per raggiungere lo stesso peso.

Per questo capacità volumetrica e portata nominale non sono sinonimi: entrambe devono essere dimensionate in funzione del prodotto.

Caratteristica del materiale Aspetto da valutare nel Big Bag
Elevata densità Portata, resistenza e dimensionamento
Bassa densità Volume utile e forma del saccone
Polveri fini Contenimento, cuciture, liner
Materiale scorrevole Sistema di scarico
Sensibilità all’umidità Tessuto e barriera interna

2. Granulometria: polvere, granulo o scaglia?

Un materiale finissimo pone esigenze differenti rispetto a granuli grossi o scaglie.

Con polveri molto fini, per esempio, assume maggiore importanza limitare possibili dispersioni attraverso tessuto e cuciture. La terminologia tecnica FIBCA identifica infatti specifiche soluzioni sift resistant, nelle quali particolari sistemi applicati alle cuciture contribuiscono a contrastare la fuoriuscita di polveri fini.

A seconda dell’applicazione possono quindi essere valutati:

  • tessuti rivestiti;
  • cuciture anti-polvere;
  • liner interni;
  • sistemi di carico e scarico più contenitivi.

Suprema Bags propone configurazioni personalizzabili che comprendono differenti tessuti, liner, valvole e sistemi di chiusura.

3. Scorrevolezza: come si comporta il prodotto?

Due materiali con peso simile possono comportarsi in maniera completamente diversa durante lo svuotamento.

Se il prodotto è facilmente scorrevole, una valvola inferiore può permettere uno scarico controllato verso tramogge o impianti. Il modello Hacca di Suprema Bags, ad esempio, prevede una valvola di scarico il cui diametro e lunghezza possono essere personalizzati in funzione delle esigenze operative.

La FIBCA sottolinea inoltre che la configurazione delle aperture deve considerare metodo di riempimento, attrezzature utilizzate, velocità desiderata e modalità di scarico.

4. Polveri e umidità: quando valutare il liner

Il liner non è un accessorio da aggiungere automaticamente: va scelto quando le caratteristiche del prodotto lo richiedono.

Può essere utile, per esempio, per aumentare la protezione di materiali sensibili all’umidità o alle contaminazioni. Nella gamma Suprema Bags sono previste configurazioni con liner interni in polietilene e soluzioni specifiche in funzione dell’applicazione.

La guida FIBCA considera espressamente tra i parametri di configurazione dei liner anche esigenze di barriera rispetto a umidità, ossigeno e UV.

5. Non dimenticare come il Big Bag verrà utilizzato

L’ultima domanda è operativa: cosa succederà al saccone durante la giornata di lavoro?

Prima della scelta è opportuno conoscere:

  1. come viene riempito;
  2. come viene sollevato e movimentato;
  3. dove viene stoccato;
  4. come deve essere svuotato;
  5. se lo scarico deve essere rapido o dosato;
  6. quali condizioni ambientali incontrerà.

Le linee guida FIBCA raccomandano inoltre di rispettare sempre la Safe Working Load (SWL) indicata per l’FIBC e di confrontarsi con il fornitore in relazione alla specifica applicazione e all’ambiente operativo.

Il Big Bag giusto nasce dalle domande giuste

Non esiste quindi un saccone ideale in assoluto. Esiste il Big Bag correttamente configurato per uno specifico materiale e processo.

Conoscere densità, granulometria, comportamento allo scarico, presenza di polveri e sensibilità all’umidità permette a Suprema Bags Srl di individuare una configurazione coerente con le reali esigenze di movimentazione, stoccaggio e utilizzo.

Prima il materiale. Poi il Big Bag. È da qui che comincia una scelta realmente su misura.

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